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Tour de France: la corsa che inizia il 7 luglio, vista da 3 epoche e 3 campioni.

05.07.2018

“Il Tour de France parte il 7 Luglio. La maglia gialla in bicicletta torna a regalare spettacolo ed emozioni. Qui sotto, una breve storia del Tour, raccontata attraverso 3 epoche, e 3 campioni.

Tutti molto diversi fra loro.

Il 7 luglio inizia il Tour de France.

Si tratta del terzo evento sportivo più seguito al mondo, subito dopo il Superbowl americano e il Wimbledon inglese. La bicicletta in terra di Francia sale dunque sul podio dei vincitori d’ascolti, insieme al pallone ovale e alla racchetta sull’erba. La domanda è: come si fa a raccontare qualcosa di interessante, ancor oggi, a proposito di quella che è “la corsa in bicicletta”, nata nell’ormai lontanissimo 1903, e conosciuta col nome di “Grande Boucle”, grande anello?

Proviamo così.

Andando per ventenni.

Raccontando tre epoche, tre vincitori, tre maglie gialle.

1978

“Finchè respiro, attacco” Così diceva, con fare serio e sguardo truce, Bernard Hinault, vincitore del Tour de France 1978. Hinault, bretone, classe 1954, è uno che di Tour de France ne ha vinti ben 5. Roba da extraterrestri, dato che non è stato in seguito squalificato per doping come un americano che ne aveva vinti 7, barando. Hinault vinse nel 1978, 1979, 1981, 1982 e 1985. Entrando così di diritto nella sala delle leggende sportive, francesi prima, mondiali poi. Bernard Hinault era tenace. E molto cool. Per un ciclista, l’abbigliamento, in corsa e fuori, è sempre un tema molto delicato. Per Bernard, no. Lui sapeva essere elegante e affascinante sia in bici che una volta sceso. Nella foto è ripreso in sella, mentre scatta, in maglia gialla, ribadendo, nel suo look, l’impossibilità stilistica di indossare caschetto e occhiali “di plastica”.

1998

È così che va ricordato Marco Pantani. All’apice della sua carriera. Eroe, in quel di Francia.

Felice, finalmente. Marco Pantani, anello di congiunzione fra un certo ciclismo d’epoca e un certo ciclismo moderno, agnello sacrificale posto sull’altare del doping, a segnare un oggi e un domani fra un certo ciclismo d’epoca e un certo ciclismo moderno, ultimo campione tricolore che ha fatto battere il cuore della passione agli italiani che amano la bicicletta. Marco Pantani, il ragazzo di Cesenatico, dalla calvizie incipiente, che fin dalle prime gare staccava i rivali in salita. Lui, Marco, andava forte, sulle montagne. Diceva che “se andava veloce, finiva prima l’agonia!” Amore – Odio. Un rapporto infinito. Pantani e la bici. Pantani e le corse. Pantani e la montagna. Il 1998 è un anno magico per “Il Pirata”. Prima vince il Giro d’Italia, e a seguire “trionfa in maglia gialla”, sugli Champs Elysèes. È il sogno della sua vita che diventa realtà. E precede, di poco, quello che sarà invece il suo incubo fatale: 5 giugno 199, Madonna di Campiglio.

Pantani-Tour-the-France

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2018

Chi vincerà quest’anno, la tanto ambita maglia gialla? Il campione in carica, la maglia gialla 2017, è lui, Chris Froome, trasformatosi, nel 2017, da corridore keniota naturalizzato britannico, a vero e proprio “re di Francia”, dopo aver vinto per la quarta volta “la Grande Boucle”. Chris è uno che non si arrende facilmente. Lo ha dimostrato, nel 2016, proprio al Tour, dopo che, a causa di un incidente con una moto, in cui si ruppe la sua bici, si mise a correre, a piedi, per non perdere tempo utile alla classifica, sulle irte strade del Mont Ventoux. E lo ha ribadito quest’anno, vincendo un Giro d’Italia a cui era rimasto il solo a credere, grazie a una vittoria memorabile, frutto della perfetta sincronia fra l’invincibile carattere di un uomo e la studiata organizzazione della squadra.

Riuscirà Froome a raggiungere, quest’anno, quei miti del ciclismo che hanno vinto per ben 5 volte il Tour de France?

Fra queste leggende penta-vincenti in terra di Francia, e qui il cerchio si chiude, tornando al 1978, c’è un certo Bernard Hinault. Uno che, finchè respirava, attaccava