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#RULE – Le regole del mondo dell’arte

03.05.2018 | By

Le regole del mondo dell’arte sono molte e riguardano più che altro il comportamento dell’artista all’interno del sistema.

Provo a fare un riassunto delle regole di base per un giovane artista, o almeno provo a scrivere quello che mi hanno sempre detto artisti più anziani di me: il loro vademecum fatto di passaggi (a loro dire) obbligatori per intraprendere una carriera artistica.

1) Vivere in una metropoli (nel mio caso Milano).

Essere in una grande città permette all’artista di entrare in contatto con il mondo artistico, evitando l’isolamento. L’artista ha bisogno di trovarsi sempre all’interno di un sistema competitivo di idee , perché nel momento in cui l’opera non ha raffronti continui, perde di valore. Inoltre avere lo studio in una città come Milano significa poterci invitare galleristi e curatori.

2) Fare presenza.

Se vuoi fare l’artista devi trovarti sempre nelle situazioni in cui può nascere una collaborazione e a Milano durante gli eventi la gente si parla, scambia idee e si conosce. Da un incontro può arrivare una mostra, e da quella mostra la tua carriera può partire.

3)Fare in modo che il tuo studio sia il tuo teatro.

Quando inviti qualcuno in studio, lo studio deve parlare per te, dare l’idea che quello spazio sia una fornace di pensieri e estrosità. Il collezionista o il curatore deve essere affascinato da te, dalle tue storie e da come ti poni.
Ogni volta che ripenso a questi punti, penso solo che ci sia una grande assente: l’opera. Quando avevo iniziato a fare l’artista cercavo spesso di incontrare pittori con più esperienza per rubare atteggiamenti e idee. Il mio amore per questi personaggi però durò poco, perché pian piano compresi che in fondo erano tutti imprenditori di se stessi. Facevano quadri, certo, ma i quadri erano solo un oggetto da vendere.

Con gli anni, e con alcuni incontri fortunati ho compreso che l’unica vera e propria regola dell’arte è la qualità.
La qualità dell’opera colma le distanze e rende ininfluente la presenza o assenza dell’artista. I migliori artisti che ho conosciuto vivono isolati in paesini sconosciuti, mi hanno accolto in studi pieni di polvere e sporco, mi hanno trattato con distaccata gentilezza senza cercare di ammaliarmi con il loro essere personaggi.
Perché io li cercavo per l’opera, e l’opera in qualche modo spiccava davanti agli occhi.
Perché l’unica loro regola è di essere soddisfatti dei propri quadri, perché alla fine sono quelli che davvero parlano per te.