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#PRIVILEGE – Il privilegio del tempo

05.07.2018 | By Marco Mazzoni

All’età di 36 anni penso di aver compreso cosa significhi essere privilegiati nel mestiere che pratico da ormai più di una decade.
Quando vedi qualcuno disegnare bene, ma veramente bene, pensi che sia una persona fortunata perché possiede un talento naturale, un tocco, che permette automaticamente di distinguerlo dagli altri.
Il talento è un punto di partenza obbligatorio per disegnare: oltre alla passione devi avere occhi e mani rapide nel riprodurre o riportare su carta sensazioni e movimenti.

Il talento però, a mio parere, non può essere semplicemente una dote naturale fine a se stessa: il vero privilegio è avere il tempo da dedicare ad un talento, per farlo crescere, per dargli la possibilità di essere qualcosa di più che una semplice scintilla.
Dopo più di una decade che faccio questo mestiere, posso ritenermi tranquillamente un vecchio (lavorativamente parlando) perché , guardandomi intorno, vedo nuove generazioni di artisti e disegnatori, di ragazzi appassionati che si siedono di fronte a una scrivania e trascorrono le loro giornate davanti ad un foglio di carta.
Ognuno di loro ha un proprio talento, ha una singolare capacità di rendere su un foglio un’idea, con tecniche e obiettivi differenti, ma alcuni di loro con gli anni non riusciranno ad approfondire le propria passione.

Si parte con la passione, ma poi serve il mestiere che viene con le giornate, i mesi e gli anni passati a sviluppare con testardaggine quello per cui ti senti portato, e poter avere tutto il tempo che vuoi per fare quello che ti piace non deve mai essere considerata cosa automatica: è una fortuna che può capitare  oppure no, e che a volte è quasi casuale.

Ho visto molte persone che hanno iniziato con me ad esporre in galleria pian piano scomparire, ritrovarsi a fare lavoretti saltuari per arrivare a fine mese, che ovviamente portavano via tempo prezioso a scadenze varie, gente più talentuosa di me che però veniva compresa meno dal mercato e quindi messa da parte.
Quelle persone non hanno più avuto il privilegio del tempo.

Vivo poco Milano ultimamente, vivo poco le sue vie e i suoi eventi, vivo poco la gente sui marciapiedi o ai tavolini di un bar che chiacchiera. Questo perché sono chiuso in studio per alcuni progetti che sto portando a termine. Vorrei poter uscire per una camminata, passare un pomeriggio al parco o per cartolerie a cercare taccuini, ma devo alzarmi tutte le mattine e , dopo una rapida colazione con annesso giretto con il cane, devo sedermi di fronte alla mia scrivania per disegnare e non alzarmi più fino a sera inoltrata.

A volte mantenere questo ritmo è faticoso, ma poi, ogni volta,  penso che ho tutto il tempo che voglio da dedicare al disegno e mi sento una persona fortunata.
Mi sento una persona privilegiata.