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Laura Harrier: dalla Grecia a Cannes grazie a Spike Lee!

02.07.2018

“Talentuosa e politicamente appassionata, Laura Harrier, from Chicago, si fa conoscere al grande pubblico al Festival di Cannes edizione 2018, grazie alla sua interpretazione dell’attivista Patrice nel nuovo film di Spike Lee, BlacKkKlansman”

“…ero su di un’isola greca, seduta, davanti al mare, e stavo sorseggiando uno champagne rosé, quando improvvisamente mi è squillato il telefono, ho risposto, e Spike Lee mi ha detto che il mio periodo di vacanza era terminato, e che mi aspettava per giovedì…”

Così, come in un film, inizia la storia della partecipazione di Laura Harrier al film che Spike Lee ha presentato a Cannes: BlacKkKlansman, vincitore del Grand Prix della Giuria, premio assegnato per film dai contenuti importanti-originali.

 

Ma chi è Laura Harrier?

 

Se di Spike Lee conosciamo tutto o quasi, visto che sono passati circa 30 anni dalla sua partecipazione al concorso francese con il suo indimenticabile (e insuperabile) “Do the Right Thing”, di questa Laura Harrier, strepitosa protagonista, con tanto di afro-chioma, dell’ultima fatica del regista americano, ancora non si sa un gran che.

27 anni. Alle spalle una sensuale presenza in Spider-Man: Homecoming, l’anno scorso.

“…la storia che viene raccontata nel film, BlacKkKlansman, è una storia davvero assurda;

così assurda da essere vera! E non molti la conoscono. Immaginate un detective nero che si infiltra nel razzista gruppo bianco denominato Ku Klux Klan: bene, è solo l’inizio della storia. Siamo alla fine degli anni ’70, quando questo agente decide di entrare nei ranghi del KKK al fine di evitare una strage di innocenti…”

Laura Harrier, nel film di Spike Lee, interpreta il ruolo di Patrice, un’attivista proveniente dal mondo delle eroine del Black Panther Party. Si tratta di un ruolo e di un’immagine che fanno riferimento a donne come Kathleen Cleaver, Elaine Brown e, più profondamente, ad Angela Davis, alla quale Laura-Patrice, in BlacKkKlansman, assomiglia in maniera incredibile.

Spike Lee mette dunque l’accento, con Laura Harrier nei panni di Patrice, sulle donne che hanno lottato, duramente, ma molto spesso all’ombra dei leader maschi, nel periodo degli anni 60-70 per la liberazione e il riconoscimento del “movimento-black” negli States.

“…per prepararmi degnamente per questo ruolo e questo film ho voluto e dovuto studiare e imparare molto. Ho cercato e trovato e parlato con Kathleen Cleaver; ho letto le biografie di Angela Davis e Elaine Brown, e mi sono vista e rivista molti documentari dell’epoca. Ma ancora non mi bastava. 

Allora sono andata alla ricerca delle mie radici, e lì ho trovato, proprio nella mia famiglia, persone che avevano preso parte in prima persona al Black Panther Party. Parlare con loro è stato emozionante. E mi ha aperto gli occhi. Definitivamente. In quel momento ho capito che ero pronta per la parte di Patrice…”