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Doha – National museum of Qatar

04.01.2018

L’arte sposta le masse. Più dei voli low cost. Più dello sport. Più del lusso a tutti i costi e in ogni mall. L’arte attrae. A Doha ne sono consapevoli. E hanno deciso di affidare all’architetto Jean Nouvel la progettazione del National Museum of Qatar, che fiorisce, come rosa nel deserto.

Doha. Immaginando di cadere dal cielo, conviene tenere come riferimento l’Arabia Saudita. Poi, durante la discesa, spostarsi leggermente su di un lato…diciamo quello in cui l’acqua sottostante non forma un preciso e scolpito rettangolo. Avvicinandosi man mano al suolo,
nel mezzo del blu di quello che è il Golfo Persico, comparirà una protuberanza.
Ecco: quello è il Qatar.
Mirando all’esterno della penisola, si centra la capitale, Doha.

Benvenuti nella città che ospita la nuova architettura progettata dell’archistar francese

Jean Nouvel: il National Museum of Qatar. Museo che prende ispirazione, e forma, da una formazione sedimentaria molto comune nei paesi desertici: la Rosa del Deserto.

La Rosa del deserto è spesso di colore giallo-ocra, e appare come una aggregazione di cristalli dovuta a speciali condizioni meteorologiche, in cui il sole, il caldo e l’evaporazione giocano ruoli fondamentali. La Rosa del deserto: immagine simbolica, scelta da Jean Nouvel a rappresentare il passaggio del tempo e la modernità atemporale dell’odierno Qatar.

Un Qatar che, come sempre più spesso accade in questi paesi bagnati dall’oro nero,

sceglie l’arte, più o meno contemporanea, come specchio per attrarre le allodole del nostro vivere, sempre in viaggio, lungo i paralleli del mondo, e perennemente disperse lungo coordinate quali dovere e piacere.

È l’arte, la nuova scommessa. Chi ha i soldi, e da queste parti ce ne sono parecchi, investe proprio sull’arte: comprando opere d’arte, costruendo musei, organizzando mostre.

Cercando così di fare colpo sul viaggiatore che conta e fa la differenza, spostando gli equilibri.

Là dove nemmeno petrolio, Formula 1, MotoGp e ciclismo riescono a far innamorare definitivamente del luogo, nonostante gli immani sforzi, ecco all’orizzonte la proposta dell’arte con la “A” maiuscola per fare breccia nei cuori acculturati delle miriadi di occidorientali allodole migratrici.

Arte uguale a turisti uguale a business uguale a soldi uguale a rinnovamento.

Passa dunque anche dal nuovo National Museum of Qatar il possibile cambiamento di pensiero di alcune latitudini terracquee.

Resta da vedere quanta, dell’arte conosciuta ai più, qui non potrà essere esposta,

per cause conosciute ai più.