Masters

Wes Anderson, dettagli e simmetrie

02.08.2017

Wes Anderson è un regista “sui generis”. Ha studiato filosofia e all’Università ha fatto amicizia con uno dei suoi attori-feticcio: Owen Wilson. Da qui ha preso il volo, per trovare uno stile che è solo suo, e che è fatto di grande attenzione e cura a dettagli, colori e simmetrie

Houston, abbiamo un genio.
Nasce proprio qui, nella città dei razzi, il primo maggio del 1969, Wes Anderson.
Per raccontare questo anomalo regista, si potrebbe, per una volta, partire dai titoli di coda.
Mettendo in fila, nell’ordine scelto dal regista, i nomi e i cognomi degli attori che parteciperanno alla realizzazione del suo prossimo film d’animazione, Isle of Dogs, previsto in uscita nel 2018. Ecco, di seguito, la non banale lista: Bryan Cranston, Bill Murray, Jeff Goldblum, Scarlett Johannson, F. Murray Abraham, Tilda Swinton, Kunichi Nomura, Harvey Keitel, Edward Norton, Yoko Ono.
Wes Anderson è un culto.
Ha schiere di adepti. E migliaia di denigratori.
Dipende, come sempre, dai punti di vista.
Quello che non si può mettere in discussione, è certamente l’accuratezza del suo lavoro.
Ogni inquadratura è un quadro, in cui i colori collaborano con gli oggetti e gli attori a rendere ogni fotogramma un dipinto di inestimabile valore.
Ogni situazione è un mondo costruito con devozione estetica e infinita attenzione al più piccolo dettaglio; che si tratti del “treno per Darjeeling” o del “maniero dei Tenenbaum”, tutto torna, e tutto serve a contestualizzare, spiegare e comprendere i personaggi e i loro caratteri.

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Ogni personaggio lascia il segno, creando una miscela irresistibile di empatia e partecipazione: che si tratti di un umile “lobby boy” o di un “ex-campione di tennis”,
i ritratti di Wes Anderson vanno sempre a bersaglio, con estrema lucidità, e un pizzico di sana follia. Le più o meno innocenti pazzie dei personaggi dei suoi film li rendono amati e apprezzati, e, cosa ancor più bella, immuni da stupide critiche o bieche morali. Contemporaneamente, atmosfere in qualche modo nostalgiche dominano le simmetrie imprescindibili del maestro Wes, così da rendere il suo lavoro unico e riconoscibile al primo sguardo, cosa che succede solo davanti ai grandi maestri.
E maestro, Wes Anderson, è.