Wellbeing

Sleep trackers, sono davvero utili?

27.07.2017

Quanto è importante monitorare le ore di sonno e quali sono i dispositivi più adatti per farlo? Gli interrogativi che ruotano intorno a questo tema sono tanti, in particolare se ci si sofferma sulla reale funzionalità dei dispositivi che andiamo ad utilizzare. Di solito si tratta di smartband e fitness tracker dotati della funzione di monitoraggio del sonno, che avviene nella maggior parte dei casi attraverso la rilevazione di due parametri: la frequenza cardiaca e il movimento del corpo. Per effettuare la rilevazione è necessario sincronizzare il dispositivo da polso con le relative app sul telefono o sul computer per avere informazioni sulle ore di sonno profondo, sui risvegli notturni, sui momenti di agitazione e sulle ore che effettivamente si passano a dormire.

Esistono però smartwatch per il monitoraggio del sonno di alta gamma che, oltre alla rilevazione della frequenza cardiaca e del movimento notturno, sono in grado di sincronizzare i dati con algoritmi delle app di controllo del sonno e dell’attività cardiaca e di fornire una rilevazione più profonda con misurazioni dettagliate. Nello specifico, vengono analizzati il tempo di addormentamento e il tempo trascorso a letto svegli, la durata del sonno effettivo, la percentuale di sonno che riposa davvero rispetto alle ore di sonno totale e una valutazione della qualità del sonno.

L’utilizzo di questi dispositivi tecnologici per monitorare il sonno non è sicuramente da considerarsi al pari di un esame diagnostico e di test clinici di monitoraggio del sonno e dei suoi disturbi, come possono essere l’actigrafia e la polisonnografia, ma sono comunque un mezzo per fare un piccolo approfondimento su un aspetto della nostra vita di cui sappiamo veramente poco. Attraverso l’uso degli sleep trackers, infatti, possiamo iniziare ad avere un’idea di come e quanto riposiamo.

 Attenzione però a non prendere per oro colato i dati rilevati dal dispositivo perché, secondo alcuni esperti, come il dottor Nathaniel Watson, presidente dell’American Academy of Sleep Medicine, la maggior parte dei dispositivi che tracciano il sonno sovrastimano la durata del sonno quasi di un’ora. Sembra infatti che questi errori di calcolo potrebbero verificarsi perché gli sleep tracker non riescono a distinguere fino in fondo le ore effettive di sonno da quelle di riposo da svegli nel letto.

Per cercare di rendere i dispositivi più precisi si consiglia di indossare il tracker ogni giorno sempre nella stessa posizione, di inserire i valori corretti di peso e altezza durante il set-up iniziale aggiornandoli in caso di cambiamenti significativi e di inserire informazioni dettagliate e precise nella funzione di rilevazione del sonno. In linea generale, possiamo affermare che gli sleep tracker sono utili per chi vuole acquisire maggiore consapevolezza sulle proprie abitudini notturne, evidenziando eventuali comportamenti dubbi e disturbi per poi rivolgersi ad un esperto.