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Milano – Herzog & de Meuron

07.07.2017

È, senza ombra di dubbio, il più brutto progetto del duo Herzog & de Meuron, almeno sin qui.
Questo va detto, subito. Si tratta di una sorta di grande nave ormeggiata in quel bacino milanese situato fra Brera, Corso Como e il Cimitero Monumentale. Una mastodontica nave felliniana, che non parte mai. E che si è impossessata di questa particolare parte di Milano:
un terreno abbandonato per anni, in cui aveva germogliato un verde giardino custodito da chi, in quello spazio, coltivava e vendeva piante e fiori.

Gli intorni milanesi, in quest’area, raccontano di antiche e orgogliose case di ringhiera, di balconi fioriti e muri in mattoni, di edifici bassi e discreti, di corti segrete e curate, di emozione e passione.
Poi, un giorno, è arrivata questa nave, maleducata e irrispettosa,
progettata da Herzog & de Meuron.
E lo shock è stato enorme.
Si fa fatica a riprendersi, in città.

Jacques Herzog e Pierre de Meuron sono una coppia di architetti, entrambi nati a Basilea, che hanno stupito, piacevolmente, il mondo, con le loro avveniristiche, affascinanti e còlte architetture.
Hanno lasciato bei segni, coi loro tratti tridimensionali realizzati in scala 1:1.
La Dominus Winery, nel 1998, con le gabbie metalliche piene di pietre: land art.
Il “Nido” di Pechino, del 2008: l’architettura simbolo delle Olimpiadi “made in China”.
Le “tipiche case” col “tipico tetto” ripetute e accatastate per Vitra: la semplicità al potere.
La Nuova Tate, nel 2016, tagliata di sbieco in diagonale: distorto profilo espositivo.
L’Elbphilarmonie di Amburgo, 2017: gocce che sembrano sciogliersi fra cielo e mare.
E questi sono solo alcuni degli esempi dei bellissimi progetti messi in atto dal duo svizzero.

Perché, dunque, a Milano, questo?
Si fanno riferimenti teorici alle cascine lombarde.
Si dice che la vera sorpresa sia la normalità.
Si sa che il parco promesso non si farà.
È ufficiale:
Feltrinelli e Microsoft hanno deciso di popolarla.
Architettonicamente resta la sensazione di una grande occasione
sprecata, sciupata, gettata al vento.
Rimane l’ingombrante immagine di una grande nave,
che non è riuscita a salpare.
Per nessun luogo.