Back & Forth

Michael Jackson & The Weeknd

21.06.2017

Le loro voci si assomigliano parecchio. E non solo quelle. C’è qualcosa di ancestrale che collega “the king of pop”, Michael Jackson, al nuovo “re delle charts musicali”.

Qualcosa di indefinibile, eppure avvertibile, a pelle.

Micheal Jackson

Lui era la danza. Il suo leggero anticipo sulla battuta, mentre si muoveva a tempo,
era il simbolo inavvicinabile della sua innata sintonia ritmica.
Michael e i suoi movimenti, hanno fatto la storia. Come i suoi dischi. Off the Wall. Thriller. Bad. Tre pietre miliari.Tre capolavori immortali.
Tre dischi per 150 milioni di dollari. Banconota più, banconota meno.
Michael Jackson ha iniziato da bimbo: ha preso la musica “pop”, l’ha rivoltata come i suoi calzini bianchi, e l’ha restituita, glitterata e danzante, come mai era stata prima di lui.
Quincy Jones docet.
La sua voce regala brividi, scosse, lampi. La sua musica predispone ballo, scatto, mossa.
La sua immagine è senza tempo, rilucente, sulle assi di un palcoscenico.
Michael Jackson è arrivato, improvviso, a dettare nuove leggi in ambito musicale:
danza, musica, moda, video, star, sono parole che hanno cambiato significato dopo MJ,
e che erano tutte contenute nel suo genio sfaccettato e polivalente.
Preciso, perfezionista, artista, basso, baritono, tenore, beatboxer;
Michael Jackson: Moonwalk.

The Weeknd

Quando lo si sente cantare, la prima volta, si pensa a 3 possibilità:
Un inedito di Michael Jackson
Michael Jackson è vivo
Il figlio di Michael Jackson ha inciso una canzone del padre, ri-arrangiandola al 2017.
Invece, nulla di tutto questo.
Quello che si ascolta è, semplicemente, un fenomeno. Uno di quelli bravi. Per davvero.
The Weeknd, il suo nome d’arte. Abel Makkonen Tesfaye, il vero nome di questo ragazzo nato a Toronto nel 1990 da genitori etiopi.
The Weeknd senza una “e” per motivi di copyright, annuncia la sua presenza al mondo con alcune tracce, e con valide collaborazioni. Drake fra queste.
Il vero “salto” lo compie però quando nelle radio di tutto il mondo e in rete spopola la sua “Can’t feel my face”, canzone dal doppio senso assoluto, colonna sonora di mille party e di sfilate poco vestite. Non a caso, verrebbe da dire.
La sua bravura non sfugge a quelli che sono ancora più bravi di lui: Daft Punk.
Il duo elettronico francese non perde un treno.
Così, nell’ultimo album di The Weeknd, ecco 2 brani firmati con Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter: Starboy (che dà il nome al lavoro) e I feel it coming.
È già storia.