Culture

Le grandi donne che hanno cambiato il mondo della moda

10.07.2017

Le donne che hanno lasciato un segno indelebile nel mondo della moda sono tantissime e in modi molto diversi tra loro. C’è chi ha rivoluzionato il guardaroba femminile proponendo un abbigliamento innovativo per l’epoca, chi è diventata un’icona di stile sovvertendo i canoni tradizionali e chi ha calcato le passerelle di alta moda portando un’idea di bellezza nuova che si discostava completamente dai precedenti standard. Ognuna di loro ha rappresentato un cambiamento importante e ha avuto un profondo impatto sull’industria della moda. Noi abbiamo cercato di restringere il campo e di racchiudere qui alcune delle grandi donne che hanno cambiato il mondo della moda in modo significativo.

Possiamo affermare con assoluta certezza che Coco Chanel ha ridefinito i concetti essenziali della moda con delle creazioni semplici e meravigliose che ancora oggi sono un must have per ogni donna: il tubino, i pantaloni, la giacca di tweed, la collana da cocktail e il tessuto jersey, stoffa fino al 1917 impiegata solo per la biancheria, sono alcune delle sue meravigliose novità. Non solo: Coco Chanel lanciò anche la moda del capello corto e quello conosciuto come lo Style Chanel, lo stile femminile della donna del 1900 che lavora con eleganza e semplicità.

Tra le stiliste di moda che hanno rivoluzionato il mondo fashion troviamo Madeleine Vionnet, colei che ha cambiato i canoni dell’abito femminile negli anni ’30 del XX secolo, dicendo addio ai vestiti pomposi ottocenteschi con i corsetti e i gonnelloni. La figura femminile rimane snella, ma assume contorni simili a quelli delle statue greche: con lei il punto vita si assottiglia ed è evidenziato con cinture sottili, le gonne diventano aderenti sui fianchi e svasate verso il fondo, il seno viene messo in risalto, la stoffa viene tagliata di sbieco e i tessuti monocromatici e la stampa floreale vanno per la maggiore.

A Mary Quant, invece, si deve una delle creazioni più rivoluzionare della moda femminile del xx secolo: la minigonna. Irrompe sulle scene della moda nei primi anni Sessanta: con il suo spirito anticonformista, innovativo e stravagante, la stilista apre la sua prima boutique a Londra, a King’s Road, nel quartiere Chelsea e dà vita alla rivoluzionaria miniskirt. La stilista affermò più volte che furono le ragazze di King’s Road ad inventare la mini e che lei si è limitata a rendere questo indumento più semplice, giovanile e pratico per il movimento.

Se invece parliamo di icone della moda che hanno influenzato lo stile femminile, Audrey Hepburn è una delle figure più significative. Per tante donne non è stata solo una bravissima attrice, ma anche un modello di vita: una donna elegante, semplice ed estremamente affascinante, gentile, che sorrideva sempre ai fotografi. La Hepburn ha reso popolari abiti dalla forme dritte, cropped pants, top con scollo a barchetta e mocassini slip-on, diventando una fashion influencer ante litteram.

Anche Jane Birkin diede un contributo molto significativo al mondo della moda, definendo una nuova era delle donna chic e impertinente, mixando gli stili con un tocco di indifferenza, indossando flared jeans, abiti lavorati a maglia, gioielli fini, t-shirt bianche e mini short. La Birkin incarnava lo spirito della Swinging London di metà anni ’60 e cioè quello della ragazza libera, bella e senza costrizioni, che poteva indossare gonne cortissime, non portare il reggiseno e avere un look minimal facendosi portavoce di un inno alla libertà e all’espressione individuale. Il suo stile era casual ma sempre elegante e creava un connubio talmente originale e perfetto da spingere grandi stilisti a dedicarle creazioni pensate e cucite su misura per lei.

Infine, quando parliamo di modelle che hanno stravolto i canoni della moda, non possiamo non citare la meravigliosa Twiggy: il suo taglio corto pixie cut e i suoi occhi da cerbiatto hanno portato negli anni ’60 una vera e propria ventata di novità. Tra le prime e più famose supermodel, Twiggy rappresenta il simbolo di un’epoca rivoluzionaria in termini di stile. All’inizio timida e impacciata, con le lentiggini e molto magra, dopo pochi anni è diventata simbolo di un’epoca, colei che indossava con uno stile unico la minigonna, quel capo rivoluzionario della grande Mary Quant.

Qualche decennio dopo, Naomi Campbell e le altre supermodel anni ’90, con nomi del calibro di Linda Evangelista, Christy Turlington e Claudia Schiffer, lasciano la loro impronta nell’industria della moda con la loro personalità da dive, una camminata straordinaria sulle passerelle e una grande amicizia l’una con l’altra. Nel mondo delle modelle Naomi Campbell, detta la “Venere Nera”, diede inizio a molte “prime volte”, a cominciare dalla cover di Vogue UK nel 1987, risultando la prima ragazza di colore ad apparire sulla copertina della celebre rivista dopo il 1966. Tutte queste donne hanno dato il via a una nuova era del glamour, facendo lievitare i compensi delle top model e diventando tra i personaggi più influenti nel mondo della moda.

E cosa dire di Kate Moss, la modella degli anni ‘90-2000 che ha fatto parlare di sé più di tutte le altre? Una tra le donne più eleganti del mondo seppur così piena di eccessi, considerata fragile e trasgressiva, coinvolta in un susseguirsi di scandali per tutto ciò riguarda la sua vita privata, che si è aggiudicata persino il soprannome di “Cocaine Kate”. Sorriso imperfetto, sguardo perso e fascino acerbo, la sua è sempre stata una bellezza non convenzionale, irriverente, con uno stile bohémien che la rende la regina dei party e dei festival. La sua forza sta nell’essere una rivoluzionaria anti-top model, cosa che l’ha resa una fonte d’ispirazione per moltissimi artisti ma anche una delle icone della moda più chiacchierate e paparazzate, seguita da un’eco mediatica senza eguali.