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Las Vegas – Lou Ruvo Center for Brain Health

04.08.2017

Forse non tutti sanno che a Las Vegas, la città in cui mastodontici hotel e casinò vengono progettati con l’intento di non fare mai uscire i clienti dal building, esiste una timida e preziosa architettura pensata, disegnata e realizzata da uno dei più famosi architetti del nostro tempo: Frank Gehry

Se ne sta lì, rintanata, in disparte. Sembra quasi persa, nell’ampio deserto del Nevada. Architettura di modeste dimensioni, unico esempio esistente, nella ridondante fastosità di Las Vegas, pare desiderosa più di nascondersi al pubblico che di mostrare la sua contorta e luccicante bellezza. Se ne sta prospicente Bonneville Avenue, seminascosta alla vista dalla piramide dell’Ufficio Governativo della Contea, che le sta di fronte. È lontana dalle luci sempre accese della “strip” e dai suoi monumentali hotel casinò & resort. È vicina al ristorante Golden Steer Steakhouse, che ospitò negli anni d’oro le voci e i vizi di Frank Sinatra e Dean Martin. È all’interno dei confini di quella che fu la zona d’origine di Las Vegas: downtown.

È qui che si trova il “Cleveland Clinic – Lou Ruvo Center for Brain Health”, architettura a firma Frank Gehry, in tutto e per tutto, come è facile notare, immediatamente; architettura non molto conosciuta dal grande pubblico, a dire la verità.
Forse anche perché chi viene a Las Vegas è più affascinato da una finta Parigi, o da una finta Venezia, o da una finta Bellagio, o da una finta New York, che non all’opera originale, e vera, dell’archistar Frank Gehry.

L’architettura spaziale di Frank Gehry è atterrata in questo angolo remoto del deserto del Nevada nel 2009, dopo una serie di contatti e avvicinamenti fra il committente (Larry Ruvo, il cui padre Lou, a cui la struttura è dedicata, morì di alzheimer) e l’architetto (un Frank Gehry che all’inizio non aveva nessuna intenzione di progettare un edificio che portasse la sua firma in una città “finta” come Las Vegas).
I due alla fine si sono piaciuti e il progetto ha avuto buon esito.
E oggi è sotto gli occhi di tutti. Anche se non tutti, qui, paiono interessati all’argomento “Brain Health”: sicuramente chi arriva a Las Vegas vuole divertirsi e svagarsi, non certo pensare ai problemi mentali che l’avanzamento dell’età media dell’essere umano propone ai nostri moderni cervelli.
Questa, probabilmente, è la vera ragione per cui questo progetto di Frank Gehry non è conosciuto ai più. Il fatto che la struttura non sia un seducente museo ma una clinica in cui si affronta lo spauracchio “alzheimer” non giova certo alla fama delle ardite forme architettoniche tanto care all’architetto canadese. Ma la sua architettura se ne sta lì, sicura di sé, e brilla: scommessa utile fra scommesse inutili.