Back & Forth

Happy Days e Breaking Bad

28.07.2017

Negli anni 70 tutti incollati davanti al televisore per godersi le vicende del fenomeno “Happy Days”. Negli anni 2000 e passa, tutti davanti a uno schermo (quello preferito fra tv, computer, smartphone, ecc) per seguire la metamorfosi di “Breaking Bad”. Da Fonzie a Heisenberg, dal milkshake alla metanfetamina, gli eroi, come i tempi, cambiano

Arthur "Fonzie" Fonzarelli

Happy Days è una serie tv (situation comedy) americana andata in onda negli anni 70, e ambientata nei ruggenti 60. I protagonisti degli episodi erano: una classica famiglia perbene americana, con un figlio e una figlia, i due amici più cari del figlio, e una sorta di meccanico-rocker-playboy. I loro nomi: Howard, Marion, Richie e Joanie, per la famiglia Cunningham; Potsie e Ralph, gli amici di Richie; Fonzie, “the Fonz”, il “duro”.
La maggior parte delle situazioni previste da autori e regia erano girate, quando non in casa della famiglia Cunningham, presso Arnold’s: un drive-in a stelle e strisce in cui divorare hamburger, bere Coca, e ballare i lenti condividendo un milkshake.
Le atmosfere di Happy Days rispecchiavano in pieno il titolo: giorni felici e spensieratezza, queste le parole d’ordine. I problemi, quando c’erano, si risolvevano con l’aiuto di tutti.
Ma soprattutto con l’aiuto del vero eroe di questa serie: Fonzie, nome d’arte di Arthur Fonzarelli. L’uomo che “non deve chiedere mai”, quello che non sa “chiedere scusa” e non sa dire “ho sbagliato”. Quello che, col giubbotto di pelle e il pollice in su, ha commesso strazianti e romantiche stragi di cuori. Hey…!

Walter "Heisenberg" White

I tempi cambiano. Gli eroi anche. Così, se negli anni 70 l’eroe della serie televisiva più vista era un pulito meccanico amante del genere femminile e sempre col sorriso ben stampato sul viso, chiamato Fonzie, negli anni 2000, e più precisamente nell’anno 2008, ecco arrivare sugli schermi di tutti i tipi un nuovo stereotipo di eroe: un professore malato di cancro, con famiglia e relative problematiche familiari annesse, che diventa, nel volgere di pochi episodi, un produttore e spacciatore di metamfetamina. Lui si chiama Walter White, che si soprannomina, da solo, Heisenberg, e che è interpretato dall’attore Bryan Cranston. La serie, quasi superfluo ricordarlo, visto il successo planetario, è Breaking Bad: la famiglia americana che si sgretola, per rimanere unita, nel dramma e nel dolore.
Un mediocre prof di chimica, il classico uomo qualunque, scopre un suo alter-ego criminale cercando di far quadrare i conti di famiglia, fra chemioterapie, polli e droghe sintetiche.
Boom! È il botto. Il nuovo eroe americano non è più il guascone Fonzarelli, ma lo spietato e rispettato Heisenberg. Occhiali scuri, e cappello ben calcato in testa.
Sipario.