Siptown

Gin&Tonic – Bombay

14.09.2017

Alla fine, dei 2 ingredienti che possono comporre un Gin&Tonic, Gin e Acqua Tonica,
il più importante è quello che apparentemente non si vede: il ghiaccio.
Pare proprio che sia così.
Con buona pace di tutti.
Questa bevanda, nata per miscelare, in tempi di Colonie, in India, il chinino e la dose di Gin a cui avevano diritto per legge i militari inglesi dell’epoca per combattere, efficacemente e con “brio”, la malaria, è nota a tutti.
Facile la “ricetta”, reperibili ovunque gli “ingredienti”, “dissetante” per eccellenza.
Il segreto di questo drink, fondamentale per alimentarne la “leggenda”, è nascosto proprio nella parte più “trasparente” del tutto: il ghiaccio, per l’appunto.
Ghiaccio trasparente, il che significa avere a che fare con un ghiaccio prodotto da acqua pura. L’acqua distillata si compatta molto di più dell’acqua carica di altre sostanze. Compattandosi meglio, il ghiaccio, una volta divenuto cubetto, impiegherà molto più tempo a diluirsi, nel bicchiere ospitante il Gin&Tonic.
Il ghiaccio, trasparente e proveniente da acqua pura, porta direttamente alla seconda caratteristica che influisce sulla qualità del “cubetto di ghiaccio”: la sua dimensione.
È in atto un ritorno al “cubo” di ghiaccio, ricavato da blocchi di enormi dimensioni,
grazie alla tecnica chiamata “ice-carving”. Un singolo cubo di ghiaccio, dalle generose dimensioni, è dunque “il miglior tipo di ghiaccio” che possa accompagnare un cocktail.
In alternativa, molti cubetti, di dimensioni irregolari, assolutamente trasparenti.
The larger the ice cubes, the better, dicono i “bartender”.
E in fondo, vien da pensare, hanno ragione.
Perché è bello finire il proprio Gin&Tonic senza che gli ultimi sorsi abbiano quello strano e indefinito sapore di acqua leggermente aromatizzata;
là dove l’aroma non è, decisamente, un “plus”.
Anzi.

Ingredienti Gin&Tonic

  • Gin&AcquaTonica: rapporto 1:1, 1:2 o 1:3, a seconda dei gusti
  • Una fetta di limone (o lime)