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Fidget spinner, il tormentone dell’estate che arriva dagli Stati Uniti

01.08.2017

Che non sia un semplice passatempo per bambini ormai sembra abbastanza chiaro: il tormentone dell’estate 2017 è di sicuro il fidget spinner.
Partiamo dall’inizio: il fidget spinner è costituito da un perno centrale attorno al quale ruotano tre pale arrotondate di plastica o di metallo. Tenendo il perno tra le dita, si dà un colpo alle pale per farle girare con un movimento fluido e veloce, che può durare anche diversi minuti se si colpiscono abilmente le pale. Tutto qui.

Nonostante la sua semplicità, o forse proprio per quella, il fidget spinner si vede nelle mani di bambini e ragazzini, ma anche di adulti e di tanti youtuber che hanno contribuito alla diffusione del fenomeno con video in cui mostrano l’unboxing del loro fidget spinner, elaborati tricks oppure personalizzazioni estreme.
Per dare un’idea della loro popolarità, basti pensare che negli Stati Uniti vengono venduti praticamente ovunque in una miriade di colori, forme e dimensioni, da usare o da collezionare, e su Amazon ben 17 dei 20 giocattoli più venduti sono proprio fidget spinner.

La loro diffusione è tale che in molte scuole hanno dovuto bandirli dalle aule, nonostante i presunti benefici (subito smentiti) di questo antistress sui bambini con difficoltà di concentrazione.
Visto l’incredibile successo, si potrebbe pensare che l’ideatore di questo giochino sia in qualche paradiso tropicale a godersi i proventi della sua idea… e invece no. Catherine Hettinger, una donna di Orlando affetta da miastenia gravis, una patologia che la rendeva debole, ideò questo strumento per poter far qualcosa insieme a sua figlia e lo brevettò nel 1997, proponendolo anche ad aziende del settore, come ad esempio Hasbro, che però decise di non produrlo. Nel 2005 Catherine non potè permettersi di rinnovare il brevetto e ora chiunque può produrre fidget spinner, Hasbro compresa, che infatti adesso li vende.
Ma siamo sicuri che questo successo virale del fidget spinner sia una novità? In realtà questa non è che l’ultima di una lunga serie di mode che hanno ossessionato – per breve tempo – le nostre estati.

Nel 1996, ad esempio, era il Tamagotchi, un animaletto digitale da curare, accudire, nutrire e far giocare; adesso può sembrare abbastanza noioso, ma all’epoca nessuno sembrava poterne fare a meno. E solo due anni dopo era la volta del Furby, un peluche a metà strada tra un gufo e un gremlin che, tramite alcuni sensori, riusciva a “capire” quando veniva maneggiato o spostato e a richiedere cure e attenzioni. Non faceva molto di più, ma anche in questo caso nessuno poteva farne a meno, tanto che in tre anni ne furono venduti più di 41 milioni di esemplari.

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E cosa dire degli yo-yo, che imperversarono per tutti gli anni 90? Nonostante la loro semplicità, ne esistevano di tutte le forme, colori, dimensioni e personalizzazioni e, proprio come avviene con il fidget spinner, ci si poteva allenare per ore ed ore fino a riuscire ad eseguire tricks e giochi di abilità, oppure potevano essere semplicemente collezionati.
Anche il fidget spinner entrerà a far parte dell’Olimpo di questi passatempi “indimenticabili”?