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Cose non turistiche da vedere a Roma

22.06.2017

Sembra impossibile che Roma, famosa in tutto il mondo per le meraviglie che ospita, possa offrire ai turisti più attenti molte attrazioni poco conosciute, che spesso sfuggono anche ai romani stessi.
Scopriamo quindi 7 cose non turistiche da vedere a Roma per apprezzare ancora di più la Città Eterna!

La Zuppiera di Corso Vittorio

E’ proprio questo il nome irriverente con cui i romani chiamano la fontana di marmo disegnata da Giacomo della Porta alla fine del 1500. In origine era collocata a Campo de’ Fiori, ma intorno al 1600 fu spostata per ordine di Papa Gregorio XV, che decise anche di farla coprire con il coperchio che ancora oggi la caratterizza. Il motivo è semplice: nei giorni di mercato la fontana veniva usata per lavare frutta, verdura, pesce oppure come pattumiera. Attualmente è collocata lungo Corso Vittorio Emanuele II, poco distante da Piazza Navona.

Il quadro motorizzato di Rubens

La pala d’altare della Chiesa di Santa Maria in Vallicella ha una particolarità che pochi conoscono: è infatti “motorizzata”. L’icona miracolosa della Vergine custodita in questa chiesa stava cominciando a deteriorarsi e per questo motivo a Rubens venne commissionata una pala d’altare che potesse proteggerla al suo interno. Il geniale pittore inventò quindi una cornice “motorizzata” che consentisse di mostrare o nascondere l’icona a seconda delle esigenze; ancora oggi è possibile vedere questo meccanismo in azione dopo la Messa del sabato sera.

La porta magica di Piazza Vittorio

A Roma c’è anche una porta magica, che non darebbe accesso ad un mondo fatato, ma custodirebbe il segreto della trasformazione dei metalli in oro e proprio per questo motivo viene chiamata anche Porta Alchemica. Si tratta di uno dei resti più significativi della maestosa Villa Palombara, di proprietà dell’omonimo conte, considerato un noto ed eccentrico alchimista.
Questa porta è protetta da due statue del dio egizio Bes ed è legata ad una storia misteriosa: si tramanda infatti che un misterioso pellegrino svanì attraverso di essa lasciando dietro di sé polvere d’oro e un foglio con iscrizioni esoteriche, che il marchese, non essendo in grado di comprenderle, fece incidere sulla porta perché qualcuno in futuro potesse decifrarle.

Anamorfosi del Convento di Trinità dei Monti

Tra le cose non turistiche da vedere a Roma non si può non citare l’anamorfosi del Convento di Trinità dei Monti, splendidi affreschi che creano immagini surreali sfruttando le leggi della prospettiva. Da alcuni punti del corridoio si possono scorgere sul muro San Francesco di Paola e San Giovanni; da altri punti, invece, il medesimo dipinto sembra rappresentare un rilassante paesaggio. Gli artefici di questa meraviglia furono i monaci Emanuel Maignan e Jean-Francois Niceron.

L'orologio ad acqua del Pincio

Al centro di una fontana del Pincio c’è il complesso marchingegno che fa funzionare un orologio ad acqua costruito nella seconda metà dell’800 dall’architetto Gioacchino Ersoch e dal domenicano Giovan Battista Embriaco. Al centro della fontana si erge un guscio in ghisa che ha le sembianze di un tronco d’albero con una parte trasparente al centro, che permette de osservare il delicato meccanismo in funzione.

Il Giardino degli Aranci

Tra i belvedere di Roma, questo è uno dei più suggestivi. Da questo parco posto sull’Aventino si gode una bella vista sulla città, ma è dal portone della Villa del Priorato di Malta che si può vedere uno scorcio veramente insolito della capitale: guardando dal cosiddetto “Buco della Serratura” si può scorgere la Cupola di San Pietro. Questo scorcio è stato reso famoso da alcune scene del film La grande bellezza di Paolo Sorrentino.

La Cripta dei Cappuccini

Tra le cose non turistiche da vedere a Roma, la Cripta dei Cappuccini è una delle più inquietanti, capace di spaventare, affascinare e far riflettere i suoi visitatori.
Questa cripta, che si trova sotto alla chiesa di Santa Maria della Concezione, consiste in un corridoio su cui si affacciano piccole cappelle: tutto è interamente decorato con le ossa di oltre 4.000 frati vissuti e morti nel convento tra il 1500 e il 1800. Le ossa compongono disegni e motivi legati ai simboli della morte e anche lampadari, nicchie e strutture architettoniche sono formati da ossa.