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Camouflage

25.08.2017

Il camouflage esiste e resiste, da anni, imperterrito e indifferente, ai cambiamenti di look e passerelle, alle variazioni meteo e di tendenze, alle sostituzioni di stilisti e colonnelli.
Il camouflage, in alcuni suoi diversi e divertenti aspetti, in sole quattro mosse.

Mimetico

Alighiero Boetti, artista seminale per l’arte contemporanea italiana, si esprime tramite il camouflage nell’ormai lontano 1967, intitolando la sua opera Mimetico. Vita. Arte. Natura. La vita, come mediazione fra arte e natura, gioca qui le sue forme e le sue carte, in continui rimandi, pensieri e fraseggi. Mimetico di Boetti è crocevia linguistico e artistico. Quello che vedete qui non è un Boetti, però. Occorre prestare attenzione all’arte.

Urban

Il camouflage diventa divisa per guerre urbane: più o meno rivendicate, più o meno dette, più o meno combattute. Ghetto, periferia, suburbio: qui la vita è meno facile, qui la strada detta le mode che poi sfilano.
Il Combat-Look diventa icona e attraversa i confini, sdoganando l’estetica camouflage dall’atteggiamento militaresco. Le strade delle metropoli si vestono, mimeticamente, ovunque.

Bulldog

Passati gli umani, ecco l’adattamento “camouflage” rivolto anche ai migliori amici dell’uomo. Non ci sono parole adatte ad esprimere questa immagine. Il lusso riveste di abbigliamento dai toni militari un corpulento e bonario Bulldog. Tutto pare pronto per la classica passeggiata serale. Ovvero: quando la tenerezza sposa l’eleganza, regalando un sorriso. 

Nowadays

La trama camouflage dai rimandi militari si ingentilisce, aggiungendo colori pacifici a marroni e verdi mimetici.
È la versione contemporanea del camouflage, che dopo essersi fatto geometrico, ginnico e contaminato, incontra qui una maggiore consapevolezza, trovando grande serenità.
Passo contemporaneo, rivolto a un futuro prossimo venturo.