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Bici: dal velocipiede alla “fixed”, passando per Ai Weiwei

26.06.2017

Si parte con l’essenza: una ruota, una sella, un manubrio e due pedali. E si ritorna all’essenza delle odierne bici a scatto fisso: bellissime e personalizzate. In mezzo c’è un percorso, che tocca àmbiti e campi molto diversi fra loro. Unico comun denominatore: la bicicletta

Il primo Settembre del 1885 John O Lose presenta questo disegno con cui brevetta ufficialmente un monoruota con tanto di ombrellino parapioggia per chi deve pedalare. Sono evidenti il sistema di seduta, la struttura e il modo in cui i pedali e le 2 ruote piccole mettono in movimento la grande ruota, con fatica ridotta. È uno dei primi velocipedi, essenziale quanto basta, ma già con il vezzo dell’accessorio ombrello.

Dici bici, dici Cina. Mezzo di trasporto.
Mezzo di locomozione. Mezzo di massa.
Una nazione che pedala, da sempre. Da sempre, nell’immaginario mondiale “il cinese” viaggia in bicicletta, lavora in bicicletta, vive in bicicletta. Folla ronzante di pedali in moto perpetuo, spostamento nazional-popolare a bordo di velocipede: Cina e Bici, connubio indissolubile.

Il mezzo di lavoro diventa fenomeno di moda. Spostarsi velocemente, nelle metropoli, è diventata un’impresa di cui andare fieri. Arriva lo scatto fisso. È la rivoluzione. Adattare le bici da pista al traffico caotico è la mossa vincente. Adattare le vecchie bici  seguendo il concetto del “tailor made” riporta  a galla emozioni vintage ri-vestite di look iper-contemporanei. Sono nati i bike messengers.

Le bici si impadroniscono delle città. Prima coi bike messengers, poi con i movimenti “critical mass”, e infine con appuntamenti come la “Tweed Ride”, che sfila pedalando lentamente e indossando “vintage tweed”. Eleganza, sense of humor e un briciolo di sana follia, che non deve mai mancare, si esibiscono per le vie di Londra (e non solo), in una girandola colorata fatta di baffi, barbe, cappelli, giacche e champagne.

Se sei Ai Weiwei, e pensi alla bici, questo è quello che succede. Forever Bicycles. Migliaia di biciclette, disposte dall’artista cinese in maniera tale da ottenere un incredibile effetto tridimensionale dato dai telai delle stesse bici. La bici è al potere. Le due ruote entrano nell’arte contemporanea in maniera ufficiale. Libertà di movimento statica.